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Last minute, vuoto/pieno: le migliori destinazioni |
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Erodoto, storico dell'antica Grecia e viaggiatore, descrisse l'Egitto come 'dono del Nilo'. Le immagini delle piramidi e della Sfinge, dell'antica Luxor e del fiume Nilo colpirono la fantasia di molti viaggiatori dell'antichità attirandoli sul posto anche molto tempo prima della nascita di Cristo. Faraoni, dominatori greci, romani, arabi, turchi, inglesi: ognuno ha lasciato un'impronta sul paese determinandone l'aspetto odierno.
Villaggi di mattoni sorgono accanto alle grandiose rovine dell'epoca faraonica, a loro volta circondate da edifici di acciaio, pietra e vetro. I beduini vivono in tende di pelle di capra e i contadini lavorano la terra con i semplici strumenti utilizzati dai loro antenati, mentre gli abitanti delle città vestono indifferentemente lunghi abiti svolazzanti o jeans e Reebok e chi si trova immerso nel traffico urbano deve vedersela anche con carretti tirati da asinelli e da capre che circolano liberamente per le strade. Il Cairo, un'enorme metropoli brulicante di gente che risuona di clacson di automobili, di mangianastri portatili e di muezzin che chiamano i fedeli alla preghiera, è un insieme pittoresco di stridenti contrasti. L'Egitto, però, non è solamente caos e rumore, ma anche il sogno di un mare variopinto, di una silenziosa carovana di cammelli attraverso il deserto o di una lunga e pigra navigazione sulle acque del Nilo.
Luoghi da vedere:
Il Cairo
Il Cairo è il cuore dell'Egitto da più di 1000 anni ed è il luogo in cui le grosse contraddizioni del paese sono più evidenti. È nella capitale che s'incontrano il mondo medievale e quello contemporaneo occidentale in una confusione di case di mattoni crudi e di moderni grattacieli, di automobili di lusso e di carretti tirati da asinelli. Nell'area metropolitana della città vivono circa 16 milioni di abitanti, ma nessuno sa con precisione il numero delle persone stipate nelle bidonville (si stima che siano circa 5 milioni). La mancanza di abitazioni raggiunge cifre impensabili e il traffico urbano è un caos indescrivibile, ma il governo ha avviato una campagna destinata ad allentare le tensioni create da questi problemi con la costruzione di una ferrovia sotterranea e di una città satellite nell'immediata periferia urbana.
Il Cairo islamico (non più islamico del resto della città) s'identifica con il vecchio rione medievale: entrarvi è come ripiombare indietro nel tempo di sei o sette secoli. Questa è la zona più densamente popolata dell'intero Egitto e probabilmente di tutto il Medio Oriente. Quartieri come quello di Darb el-Ahmar sono un intrico di vicoli, di case di mattoni crudi, di venditori ambulanti di cibo, di capre, cammelli e asini. Dappertutto si vedono moschee e templi e l'aria è permeata del sentore acre della curcuma e del cumino, dell'odore degli animali e di quello di una povertà senza speranza. Tra i monumenti più importanti del Cairo ricordiamo la Ibn Tulun Mosque che risale al IX secolo ed è una delle più grandi moschee esistenti al mondo; il Mausoleo dell'Imam ash-Shafi'i, la più imponente tomba islamica dell'Egitto in cui riposa uno dei santi più venerati dell'Islam; la Cittadella, una grandiosa fortezza che fu sede del potere egiziano per 700 anni, in cui si trovano tre moschee molto importanti e diversi musei.
Il Cairo copto, in origine una città fortificata romana fondata parecchie centinaia d'anni prima della parte islamica della città, è il quartiere che ha ospitato una delle prime comunità cristiane esistenti al mondo e, oltre a essere sacro per i cristiani copti, lo è anche per gli ebrei e per i musulmani. L'unica parte rimasta in piedi della Fortezza di Babilonia è una torre eretta nel 98 d.C. che in origine, prima che il fiume cambiasse il suo corso, si affacciava su un importante porto sul Nilo. Ai piedi della torre c'è il Museo Copto che contiene una preziosa documentazione dell'era cristiana dell'Egitto dal 300 al 1000 d.C. Si tratta di una meravigliosa collezione di arte sacra e di arte laica comprendente oggetti in pietra, in legno e in metallo, manoscritti, dipinti e ceramiche.
Giza, sulla riva occidentale del Nilo, copre una fascia di 18 km di larghezza in cui si trovano le grandi piramidi. Trovarsi davanti questi grandiosi monumenti, nell'antichità considerati una delle sette meraviglie del mondo, è veramente uno spettacolo emozionante, malgrado la folla di turisti che si accalca permanentemente nella zona. Le piramidi sono sopravvissute alla nascita e alla caduta di potenti dinastie e di grandi conquistatori e condividono il deserto circostante con la Sfinge e con una quantità di altre piramidi e templi di dimensioni inferiori.
Nei dintorni della città i turisti possono trovare dove dormire e dove mangiare a buon mercato, ma chi ha un budget limitato troverà sistemazioni migliori in centro città, in particolare in Midan Orabi e in Midan Talaat Harb.
Luxor
Luxor sorge sul luogo dell'antica Tebe. Grazie alla meraviglia dei suoi monumenti e al loro perfetto stato di conservazione, Luxor è una delle più importanti destinazioni turistiche dell'Egitto. I templi di Luxor, Karnak, Hatshepsut e Ramesse II sono stati visitati da un numero infinito di persone nel corso dei secoli. Sul Nilo scivolano silenziose feluche e vecchie chiatte che fanno la spola tra le lussuose navi delle catene alberghiere Hilton e Sheraton che organizzano crociere turistiche tra Il Cairo e Assuan.
Il tempio di Luxor, fatto costruire a Tebe dal faraone Amenhotep III nel luogo in cui sorgeva un tempio precedente, fu in seguito ampliato da Tutankhamon, Ramesse II, Nectanebo, Alessandro Magno e da vari governatori romani. Gli scavi archeologici furono avviati nel 1885 e sono ancora in corso. I templi di Karnak, una serie di monumenti utilizzati all'epoca di Tebe come maggior luogo di culto della regione, sono suddivisi in tre cinte murarie: quella del tempio di Amon, la più ampia di tutte; quella del tempio di Mut sul lato meridionale e quella del tempio di Montu. Un tempo le cinte murarie di Amon e di Montu erano collegate al Nilo per mezzo di canali su cui passavano le barche sacre durante le festività. Dal Cairo è possibile raggiungere Luxor quotidianamente in autobus o in treno.
Alessandria
Il potente Alessandro Magno, dopo aver conquistato la Grecia, venne in Egitto e scelse un piccolo villaggio di pescatori sulla costa del Mediterraneo per farne la capitale del suo impero. La città ha il suo fulcro in Midan Saad Zaghoul, la grande piazza che si estende fino al mare. Alessandria, nel periodo del suo massimo splendore, fu la depositaria della scienza, della filosofia e del sapere, con la sua immensa biblioteca di oltre 500.000 volumi.
Nel museo greco-romano si trovano reperti che risalgono al III secolo a.C., tra i quali una magnifica scultura in granito nero di Api, il toro sacro venerato dagli antichi Egizi, oltre a mummie, sarcofaghi, ceramiche, gioielli e arazzi antichi. L'anfiteatro romano, scoperto solo in tempi recenti, è l'unico monumento di questo tipo edificato dai Romani in terra egiziana. L'arena è circondata da 13 gradini di marmo bianco perfettamente conservati. Le operazioni di scavo sono ancora in corso, ma recentemente si sono spostate un po' più verso nord rispetto al teatro.
La Colonna di Pompeo è un'imponente colonna di granito rosa, di 25 m di altezza e 9 m di circonferenza, così chiamata dai crociati cristiani che ritennero fosse stata fatta erigere da Pompeo. La colonna, invece, fu eretta nel 297 d.C. al centro del Serapeum in onore di Diocleziano. I crociati, arrivati sul posto circa 1000 anni più tardi, distrussero il Serapeum e la biblioteca di Cleopatra lasciando in piedi solamente la colonna. Le catacombe di Kom ash-Shuqqafa, con le tombe sistemate su tre piani, le numerose sale e i corridoi, costituiscono il più vasto luogo di sepoltura romano esistente in Egitto. Costruite nel II secolo d.C., vennero in seguito ampliate per accogliere oltre 300 tombe e, tra le altre cose, una sala per i banchetti funerari.
Porto Said
Situata lungo la costa del Mediterraneo all'ingresso settentrionale del Canale di Suez, Porto Said è una città molto giovane secondo gli standard egiziani, essendo stata fondata nel 1859 dal governatore Said Pasha al momento dell'avvio degli scavi del Canale di Suez.
Porto Said fu bombardata una prima volta durante la crisi di Suez del 1956 e poi ancora nel 1967 e nel 1973 durante le guerre contro lo Stato d'Israele. I danni causati dai bombardamenti sono ancora visibili malgrado gli importanti lavori di ricostruzione. La città, edificata su parte dell'area bonificata del Lago Manzela, si trova su di un istmo collegato alla terraferma da strade rialzate. I traghetti collegano Porto Said con Al-Matariyya e, al di là del canale, con Port Fouad. La vista della lunga fila di enormi navi in attesa di entrare nel canale è uno spettacolo straordinario. A differenza di molte altre città mediterranee dell'Egitto, Porto Said non viene invasa d'estate da torme di turisti locali alla ricerca di sole e di mare e non è nemmeno molto frequentata dagli stranieri sebbene, con i suoi edifici coloniali della fine del XIX secolo, un certo numero di buoni musei e bei giardini, meriti di essere visitata.
Assuan
Assuan, la città più meridionale dell'Egitto, è stata per secoli la porta del paese verso l'Africa e un fiorente mercato proprio sul crocevia delle antiche strade carovaniere. La città è situata all' 'altro' capo del Nilo, non molto più a nord del Tropico del Cancro. Nei tempi antichi era conosciuta come Sunt e fu un centro importante per le prime comunità cristiane copte. Al centro del Nilo c'è l'Isola Elefantina, sede dell'antica città di Sunt e di un tempio (a quel tempo l'isola si chiamava Yebu, ma più tardi i Greci le cambiarono il nome). I templi e i reperti archeologici di Assuan non sono grandiosi e ben conservati come quelli che si vedono in altre parti del paese, ma la città merita senz'altro una visita anche per altre ragioni. In questo punto il Nilo, che sta per raggiungere la Diga Alta e il Lago Nasser, è di una bellezza straordinaria. Osservare le feluche che scivolano sull'acqua mentre il sole tramonta sul Nilo in colori di fuoco è una di quelle immagini che restano per sempre impresse nei ricordi di ogni viaggiatore.
(fonte: lonelyplanet)
NOTIZIE UTILI
. CLIMA
Caldo e secco con scarsissime precipitazioni. L'eterna primavera egiziana va da settembre a maggio ed è caratterizzata da temperature diurne miti e sensibili escursioni termiche notturne,soprattutto in Alto Egitto; i mesi più caldi sono giugno, luglio e agosto, il caldo è intenso ma asciutto.
Può essere presente il vento, e la temperatura dell’ aria varia a seconda dei periodi, spesso anche delle singole settimane. L’ ambiente desertico accentua l’ escursione termica notturna
• VISTO
Per entrare in Egitto è obbligatorio il visto, sia per gli adulti che per i bambini/ragazzi. Solo se dichiarato all'atto della prenotazione, per i
bambini/ragazzi inseriti nel passaporto di un genitore, non si richiede il costo del visto.
• FUSO ORARIO
+1 ora rispetto all’ Italia
• VALUTA
In Egitto ha corso legale la Lira Egiziana (L.E.), più comunemente chiamata pound, che si suddivide in 100 unità dette piastre Non vi sono restrizioni per l'importazione di valuta estera. Sono accettati Euro di tutti i tagli (tranne le monete), evitando possibilmente le banconote da 500 Euro. È’ invece proibito importare ed esportare valuta egiziana. In Egitto le banconote USA anteriori al 1990 non sono accettate. I rappresentanti locali non possono, per alcun motivo, anticipare denaro contante ai passeggeri durante il soggiorno in Egitto, né effettuare servizio cambio valute. Si raccomanda di conservare le regolari ricevute di cambio bancarie che potrebbero essere richieste contestualmente al pagamento delle spese personali presso gli alberghi/navi, qualora il pagamento avvenga in valuta locale.
• LINGUA
L'arabo è la lingua ufficiale del paese. Nelle città principali, negli alberghi, e nei negozi si trovano facilmente persone che parlano l'inglese, il francese e talvolta lo spagnolo e l'italiano.
• VACCINAZIONI
Non sono richieste vaccinazioni. E’ consigliabile munirsi di medicinali di uso comune in quanto difficilmente reperibili.
• FOTOGRAFIA
Raccomandiamo di chiedere alla guida locale o all'accompagnatore se vi sono divieti di fotografare. La popolazione più povera non gradisce essere fotografata. La videoregistrazione è permessa e l'attrezzatura deve essere denunciata agli uffici doganali all'arrivo in Egitto. L'uso della videocamera e della macchina fotografica in alcuni siti è soggetta a restrizioni ed in altri è permessa solo con l'acquisto di un biglietto.
• COMUNICAZIONI TELEFONICHE
Per telefonare dall’egitto all’Italia comporre: 0039 + prefisso locale e numero dell’abbonato.
Dall’Italia all’ Egitto, comporre il numero dell’abbonato preceduto da: 002069 (Sharm, Dahab), 002065 (Hurghada, Soma Bay, Marsa Alam, El Quseir), 00202 (Cairo), 002095 (Luzor)
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