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L'Indonesia è uno Stato del sud-est asiatico. Composto da 17.508 isole, è il più grande Stato-arcipelago del mondo. Con una popolazione di 222 milioni di persone nel 2006,[1] è il quarto paese più popoloso della Terra e il paese più popoloso a maggioranza musulmana, ma non si fa riferimento all’Islam nella costituzione indonesiana. L'Indonesia è una repubblica, con una propria legislatura eletta e con un presidente. La capitale nazionale è la città di Giacarta. Le frontiere terrestri del paese sono con Malesia nell'isola del Borneo, con Papua Nuova Guinea nell'isola di Nuova Guinea, e con Timor Est nell'isola di Timor. Altri paesi vicini includono Singapore, Filippine, Australia, e il territorio indiano delle Isole Andamane e Nicobare.

Le isole dell'arcipelago indonesiano si estendono per quasi 5000 km dal continente asiatico all'Oceano Pacifico. Ricche di risorse naturali e con un'incredibile varietà di culture, per secoli hanno attirato mercanti cinesi e indiani, colonizzatori europei, missionari, avventurieri, compagnie minerarie, intrepidi viaggiatori e turisti.

L'interesse commerciale verso la regione dell'arcipelago indonesiano risale almeno dal settimo secolo, quando il Regno Srivijaya già commerciava con la Cina e l'India. I sovrani locali adottarono gradualmente dall’India il modello culturale, religioso e politico fin dai primi secoli dopo Cristo, con la fioritura di regni indù e buddhisti. La storia indonesiana è stata influenzata dalle potenze straniere, interessate alle grandi risorse naturali che poteva offrire questa terra. L’Islam fu introdotto dai mercanti stranieri e le potenze europee combatterono l'un l'altra al fine di monopolizzare il commercio delle isole della Sonda e delle Molucche durante l'Età delle Scoperte. Dopo tre secoli e mezzo di colonialismo olandese, l’Indonesia si assicurò la propria indipendenza dopo la Seconda Guerra Mondiale. La storia recente dell’arcipelago si è sin da subito dimostrata turbolente, con sfide poste da calamità naturali, dal problema del separatismo, dal processo di democratizzazione, e dai periodi di rapido mutamento economico.

Attraverso le sue numerose isole, l’Indonesia si compone di svariati gruppi etnici, linguistici, religiosi. Quello giavanese è il gruppo etnico più numeroso e dominante. Come stato unitario e nazione, l'Indonesia ha sviluppato un’identità condivisa basata su una lingua nazionale, una diversità etnica, un pluralismo religioso all'interno di una popolazione a maggioranza musulmana, e una storia di colonialismo e ribellione ad esso. L’inno nazionale indonesiano è emblematico in questo senso: Bhinneka tunggal ika ("Unità nella diversità", letteralmente “Molti, ma uno"). Tuttavia le tensioni settarie e il separatismo hanno portato a scontri violenti che hanno talvolta compromesso la stabilità politica ed economica.

Nonostante la sua vasta popolazione e regioni densamente popolate, l'Indonesia possiede ancora vaste aree disabitate e selvagge, che supportano una delle maggiori biodiversità del pianeta. Grandi sono le risorse naturali, in parte non ancora sviluppate, ma la povertà, all’inizio del secolo XXI, è ancora una realtà su vastissime fasce della popolazione.

Luoghi da vedere:

Bali

Bali è così caratteristica che la si potrebbe scambiare per un dipinto: le risaie lungo i pendii sembrano orme lasciate da un gigante, i vulcani toccano le nuvole, le foreste sono rigogliose e le spiagge sono bagnate dalle calde acque dell'Oceano Indiano. Ma questa paradisiaca atmosfera, un po' da cartolina, è stata creata dall'industria turistica e non dalla popolazione locale - che non ha neppure un termine per indicare il paradiso - e non rende giustizia alla dura realtà della vita nell'isola, che sta risentendo del crollo economico del paese.

Java
Java è il centro politico, geografico ed economico dell'arcipelago indonesiano. E' un'isola relativamente piccola (poco più della metà della Gran Bretagna) ma ha 128 milioni di abitanti, il 55% della popolazione totale del paese. L'isola ha una forma allungata, con una dorsale di montagne vulcaniche. A Java gli imperi hindo-buddhisti raggiunsero il loro massimo splendore, dando origine a meraviglie architettoniche come Borobudur e Prambanan. Quando l'Islam si diffuse nell'isola nel XV secolo assorbì, invece di cancellare, le culture locali, determinando una strana commistione di influenze e religioni. Oggi a Java c'è una forte consapevolezza dell'antica cultura religiosa e mistica, che costituisce un argine contro la modernizzazione sfrenata.

Lombok
Lombok è il luogo delle spiagge poco affollate e delle tranquille zone di campagna, sullo sfondo dello spettacolare vulcano Rinjani. La popolazione è prevalentemente musulmana (Sasak), anche se ci sono isolati gruppi di hindu balinesi. La cultura dei Sasaki è notevole per quanto riguarda i tessuti, le danze vivaci, le sfilate e le gare ritualizzate. La cultura balinese è ancora viva a Lombok - un retaggio dell'epoca in cui i principi di Bali controllavano l'isola - e gli esercizi commerciali legati al turismo sono prevalentemente gestiti da Balinesi.

Sumatra
Sumatra è ricca di risorse naturali e di animali allo stato brado, è attraversata da alcuni grandi fiumi limacciosi che sembrano brutte copie del Rio delle Amazzoni e possiede interessanti edifici. E' grande quasi quattro volte la vicina Java, ma ha meno di un quarto della sua popolazione. Durante il dominio olandese forniva al mondo grandi quantità di petrolio, gomma, pepe e caffè, e queste risorse apparentemente inesauribili continuano a sostenere l'economia indonesiana ancora oggi. A Sumatra vivono diverse popolazioni: i batak, che un tempo praticavano il cannibalismo rituale, i minangkabau, di discendenza matrilineare, i gruppi primitivi delle Isole Mentawai.
(fonte:lonelyplanet)


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